Esami di 3° media, la svolta
Oggi mio figlio (acquisito), il Leader (perchè è uno che tra gli amici si distigue), ha sostenuto gli esami orali di 3a media. Ci passano tutti, prima o poi, ma è stato bello tornare a ricordare l’emozione che avevo provato io, nella stessa situazione, e visto che non so se mi ricorderò (dato che sarò più vecchia), quando il Fagiolino passerà dalla stessa “porta”, allora lascio qui i miei ricordi.
Mi ricordo che sono entrata dopo tante persone (il bello di avere il cognome che inizia con la S) e ho trovato davanti a me una sedia (l’unica vuota) e tutti i miei professori + uno che non conoscevo, tanto per mettermi più ansia di quella che già avevo. Per fortuna ero una “studiosa” e i prof mi apprezzavano, per cui mi hanno subito messo a mio agio e così son partita con la mia conversazione (ad oggi si chiama “tesina”).. da Walt Disney-educazione artistica per finire con Marylin Monroe-storia (ahahahha), vi lascio solo immaginare, ma sono uscita a pienissimi voti, forse solo per l’originalità, non lo so
Comunque ogni volta che faccio 3.000 domande al Leader, Aw brontola, ma io gliele faccio per capire com’è cambiata la realtà scolastica e per capire come la sta vivendo lui, perchè è importante che ci sia qualcuno che faccia queste domande a questa età (o forse sono solo io che lo penso così, in quanto donna, e ai maschi effettivamente non importa un fico secco).
Ma voi vi ricordate l’ansia di parlare davanti a tutti i “prof” e a quello/a che arrivava da un’altra scuola? Io mi ricordo soprattutto il prima: la preparazione all’imprevisto, perchè penso che sia questo che crea l’ansia a tutti. Cosa ti chiederanno? ..e soprattutto cosa si aspettano che tu risponda? Non è mica semplice, soprattutto quando nei mesi precedenti “ti” (la società) hanno chiesto di capire cosa vuoi fare da grande e tutti quanti si aspettano che tu a 13 anni sappia già chi sei e cosa vuoi diventare.. pazzia!
Io sarei per questi esami verso i 16, 17 anni.. almeno hai vissuto di più, ti sei rapportato di più con l’ambiente circostante e hai “sub-odorato” un pelino chi sei.. gli esami di 3a media sono troppo precoci: come si fa a 13 anni a capire che studi vuoi seguire per diventare “tu nel futuro”? Ed è precoce tutto ciò che c’è prima.. la visita ai vari istituti di maturità (e quindi lo sanno che non sei maturo, ma cmq ti obbligano a decidere prima del tempo) per capire quale “indirizzo” scegliere: scientifico, artistico, classico o quello nuovo, di comunicazione sociale.. una bella jungla per chi ha 13 anni, ma anche per i genitori, di qualsiasi età essi siano.
elena
Categorie: Blog
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Io sono una mamma. anche nonna da poco, insegnante elementare da tanti anni: tutt’altra generazione! Il mio punto di vista, “roba d’altri tempi”! certamente le idee per una scelta di vita sono ancora poco decisive a 13 anni, ma incominciare a rifletterci, a guardarsi intorno, a confrontare non mi sembra dannoso, nè così difficile, anzi formativo. Credo che in itinere ci sia ancora la possibilità di rivedere e correggere il tiro all’occorrenza. Penso che affrontare qualche difficoltà, a misura dell’età, a vivere delle emozioni nuove, non solo di edonistico piacere, non sia negativo. Credo che si debba aiutare i figli ad allenarsi ad affrontare gli ostacoli, le difficoltà, stimolando la loro autostima, la ricerca in se stessi di potenzialità e doti, rendendoli consapevoli e coraggiosi.
Quello che vorrei evitare ai miei figli è l’errore. So che cmq vadano le cose, nella vita, si commettono errori, ma iniziare presto, penso che possa ledere proprio l’autostima di cui tu parli. Forse perchè rivedo i miei (dopo un po’ d’anni non avrei fatto la scelta che ho fatto) e “rivedere e correggere il tiro” a quel punto significava aver perso 4 anni.. in ogni caso il tuo commento ha allargato il mio punto di vista e ti ringrazio!